Durante la seduta di Giunta di lunedì 25 agosto, il punto più corposo e discusso è stato quello relativo alla “Presentazione del conto annuale 2024 e informazioni sul Centro Sanitario Valposchiavo”, un momento di confronto annuale coordinato dal presidente del Comitato del Consiglio di Fondazione, Fabiola Monigatti, nel quale i presenti hanno assistito a un’ampia presentazione di temi cruciali che vanno dalla sinergia con il CMVP (Centro medico Valposchiavo) all’ampliamento delle strutture e dei servizi. Sono stati inoltre illustrati i risultati del consuntivo 2024 e sono stati annunciati i progetti futuri, evidenziando la solidità finanziaria e la costante evoluzione del Centro.
Una sinergia strategica e un’offerta specialistica in crescita
Cristian Raselli, medico e membro della Direzione, ha sottolineato l’importanza della collaborazione tra il CSVP e il CMVP, definendola una sinergia essenziale. Questa partnership si manifesta in diversi ambiti, tra cui il servizio medico ospedaliero, il pronto soccorso, il servizio di laboratorio e radiologia. Il Centro ha confermato una stretta collaborazione con tutti i medici specialisti attivi sul territorio, inclusa una cooperazione interna tra i medici del CMVP.
Nel 2024, i servizi specialistici del CSVP hanno registrato un totale di 4.477 consultazioni. Le specialità con il maggior numero di consultazioni sono state la psichiatria/psicoterapia (1.629), la dermatologia (579), la ginecologia (527) e l’ORL (472).
Tra le novità rispetto al personale è stato detto dell’avvicendamento del dottor Mauro Albertini con la dottoressa Martina Bontognali e della rinuncia, come medico di base, del dottor Alan Cortesi. Infine, si è accennato brevemente al progetto di formazione dei medici di famiglia in Valposchiavo.
Gli interventi dei consiglieri di Giunta
Diversi consiglieri hanno espresso riflessioni e domande sui temi affrontati.
Gianluca Balzaro (AdC) ha manifestato preoccupazione per l’uscita del dottor Alan Cortesi come medico accreditato, sottolineando che la dottoressa Martina Bontognali era stata inserita come rinforzo e non come sostituzione.
Il dottor Raselli ha risposto ricordando che l’organico ideale sarebbe di quattro medici di famiglia, ma ha rassicurato sul fatto che i medici in formazione possono offrire un contributo significativo: «Sono ottimista», ha dichiarato.
Carlo Vassella (Poschiavo Viva) ha chiesto quante formazioni possano essere attivate in un anno.
Raselli ha spiegato che un praticante può restare fino a 12 mesi, spesso 6, e che quindi è possibile avere una o due formazioni annuali.
Reto Capelli (PLD) ha elogiato il servizio di pronto soccorso, definendolo «tempestivo e di ottima qualità», e ha chiesto se i praticanti possano coprire i turni di picchetto.
Raselli ha chiarito che non è consentito, aggiungendo che Mauro Albertini e Sergio Compagnoni garantiscono comunque alcuni turni nell’arco dell’anno.
Gabriela Menghini-Inauen (UDC) ha fatto notare l’elevato numero di prestazioni in ambito psichiatrico e psicoterapeutico, chiedendo come interpretare questo dato.
Raselli ha spiegato che si tratta in gran parte di consulenze effettuate dagli psicologi e che «una buona parte della popolazione ha bisogno di un sostegno psicologico». Ha aggiunto che il fenomeno non riguarda solo la Valposchiavo, ma riflette una tendenza generale: «Viviamo in una società veloce, con tante cose da seguire, e questo genera un bisogno crescente di supporto». La fascia più interessata è quella tra i 35 e i 60 anni.
Espansione e riorganizzazione: i progetti futuri del CSVP
Fabiola Monigatti ha parlato della riorganizzazione degli spazi, un punto centrale del piano di sviluppo. Una nuova area, frutto della ristrutturazione del pianterreno dell’edificio esistente dell’Ospedale San Sisto, è stata messa in funzione e ospita ambulatori di endoscopia, dermatologia, pneumologia, ginecologia, pediatria, ostetrico e il consultorio genitoriale, oltre ai servizi di psichiatria e psicoterapia.
Un ulteriore ampliamento, sempre al pianterreno, prevede l’attivazione dell’ambulatorio di otorinolaringoiatria e oftalmologia entro agosto 2025, mentre uffici, una sala riunioni e un’area esterna per la mensa del personale saranno operativi tra novembre e dicembre 2025. È prevista anche una terza tappa, che interesserà l’edificio originario del 1929, con lavori che inizieranno a settembre 2025. Questo progetto include la creazione di nuovi spazi per l’assistenza agli anziani e per l’ergoterapia, una sala multiuso e un nuovo collegamento tra i due edifici.
Inoltre, il Centro ha avviato una riflessione sul futuro della Casa Anziani, che, dopo oltre 40 anni, necessita di essere ripensata per adeguarsi all’evoluzione delle cure. È in corso una fase concettuale che valuta diverse opzioni, dalla ristrutturazione all’eventuale nuova costruzione, partendo da un sondaggio rivolto alla popolazione e ai collaboratori.
Sulla questione della ristrutturazione, Reto Capelli ha definito la seconda tappa piuttosto “macchinosa”, sottolineando come diversi pazienti abbiano subito dei disagi. Forse – secondo il suo punto di vista – la questione degli appalti andrebbe gestita in miglior modo, al fine di procedere alla realizzazione delle opere in termini ragionevoli.

Consuntivo 2024 e sostenibilità
Il direttore del CSVP Guido Badilatti ha parlato del consuntivo 2024, influenzato dalle nuove direttive imposte dalle norme contabili Swiss GAAP FER. Esso mostra risultati finanziari positivi, con un utile di 2.075.415 CHF. L’anno ha visto un incremento degli ospiti in lungodegenza e degli utenti nelle cure a domicilio, mentre il settore acuto ha registrato una diminuzione dei casi. La degenza media nel settore acuto è stata di 5.92 giorni.
Il CSVP ha dimostrato un piano organico stabile con una bassa fluttuazione del personale. Al 31 dicembre 2024, il Centro contava 245 collaboratori. La presentazione ha anche evidenziato l’implementazione di progetti infrastrutturali e tecnologici, come l’introduzione di un nuovo sonografo e defibrillatore e l’implementazione della cartella informatizzata del paziente.
Infine, sono stati illustrati i nuovi obiettivi strategici, tra cui la ripresa del servizio di endoscopia, l’ampliamento dell’offerta specialistica con la pneumologia e la medicina del sonno, e l’introduzione della logopedia per adulti. Il Centro ha infine annunciato la nomina del nuovo direttore, Jeremias Wolfensberger, con decorrenza da novembre 2025.
Il consigliere Carlo Vassella ha sollevato un quesito in merito alle difficoltà finanziarie affrontate dall’ospedale di Samedan e alle possibili ripercussioni per il Centro Sanitario.
Il direttore Guido Badilatti ha spiegato che il CSVP intrattiene diversi contratti di prestazioni con Samedan, tra cui quello per la cardiologia: «Abbiamo chiesto subito se ci sarebbero state ripercussioni per noi, ma ci è stata data garanzia che i servizi saranno assicurati anche in futuro».
Reto Capelli ha posto l’accento sulla provenienza del personale, evidenziando che il 47% dei 245 collaboratori proviene dall’Italia: «Incentiviamo la residenza in valle per gli stranieri? Come partito abbiamo suggerito, senza successo, di indicare nei bandi che si privilegino persone disposte a prendere domicilio in Valposchiavo. La Bregaglia lo fa, il CSVP no».
Badilatti ha risposto che tale aspetto viene valutato durante i colloqui di assunzione.
Franco Isepponi (AdC) ha riportato l’attenzione sulla chiusura del reparto maternità, chiedendo: «Ho sentito che la chiusura non è avvenuta per motivi finanziari. In futuro, quanti parti sarebbero necessari per riattivarlo?».
Badilatti ha chiarito che a livello svizzero la soglia indicativa è di circa 1.500 parti annui: «Per questo motivo, a livello cantonale, l’unico punto nascita rimane quello dell’ospedale di Coira».
Infine, Gabriela Menghini-Inauen ha chiesto se, alla luce delle difficoltà di Samedan, ci sia la possibilità che i comuni di Poschiavo e Brusio debbano contribuire finanziariamente per mantenere i servizi: «Ci sono state pressioni in questo senso?».
Badilatti ha escluso pressioni operative, pur confermando contatti costanti con la politica. Sulla stessa linea il Podestà Giovanni Jochum, che ha sottolineato: «È importante che non si giochi uno contro l’altro; aggiungo anche che il nostro interesse è che a Samedan continuino a essere garantiti gli stessi servizi».













