Il Governo replica all’interpellanza su confini e dogane, Menghini-Inauen: “Risposta superficiale e poco chiara”

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La riduzione del personale doganale, la centralizzazione e la riduzione dei servizi mettono a rischio la sicurezza delle aree di confine. È questa la preoccupazione alla base dell’interpellanza presentata in Gran Consiglio dalla granconsigliera Gabriela Menghini-Inauen, insieme ad altri firmatari, sul tema della “sicurezza dei confini e garanzia di strutture doganali decentralizzate”.

Nella sua risposta, nelle scorse settimane, il Governo cantonale ha confermato che, dal 2017, l’effettivo dell’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC) nei Grigioni è sceso da 64 a 55 unità, contrariamente a quanto auspicato dall’iniziativa cantonale per il potenziamento del Corpo delle guardie di confine.

Contatti con Berna, ma incertezze sulla riorganizzazione
L’Esecutivo ha sottolineato il proprio impegno costante per mantenere un presidio forte dell’UDSC, in particolare nei punti sensibili di Campocologno, Castasegna e Müstair. Il Dipartimento competente mantiene contatti regolari con i responsabili politici e operativi a livello federale, ma la lunga riorganizzazione dell’UDSC, la revisione della legge sulle dogane e i cambi alla guida del Dipartimento federale delle finanze complicano il dialogo. Ancora incerto il futuro assetto dei controlli su merci e persone.

Tutela delle dogane decentralizzate e cooperazione con la polizia
Il Governo ha ribadito la necessità di evitare ulteriori tagli di personale, consolidare la collaborazione con la Polizia cantonale e garantire all’UDSC risorse adeguate. Attualmente la cooperazione tra le due autorità è giudicata “molto buona”, anche grazie a un accordo che permette, in casi semplici, di gestire interamente le pratiche di controllo all’interno della stessa autorità.

Effetti del progetto DaziT
Il programma federale di trasformazione DaziT, avviato nel 2018, ha già comportato nei Grigioni il trasferimento di circa nove posti di lavoro verso funzioni di supporto, con conseguente riduzione delle forze operative in prima linea. Su scala nazionale, il progetto prevede il taglio di 300 posizioni. Se la riduzione fosse proporzionale, anche il personale doganale grigionese subirebbe ulteriori perdite. Le misure di risparmio federali rendono al momento impossibile stimare l’impatto futuro.

Menghini-Inauen: “Risposta superficiale e poco chiara”
A commento della risposta governativa, Gabriela Menghini-Inauen non nasconde la sua insoddisfazione:

«La risposta fornita dal Governo all’interpellanza è superficiale nei contenuti ed è poco chiara per quanto riguarda l’impegno del Governo in diversi punti rilevanti. Il trasferimento di nove posti di lavoro dal settore operativo di frontiera al settore di supporto avviene chiaramente a scapito della sicurezza di confine e dei servizi doganali. Questo è particolarmente critico nelle regioni di confine sensibili dal punto di vista della sicurezza e difficili da raggiungere, come Campocologno, Castasegna e Müstair. Proprio in questi territori periferici, la presenza dello Stato è essenziale non solo per garantire la sicurezza, ma anche per offrire servizi doganali affidabili, funzionali ed efficienti, dai quali dipende anche il buon funzionamento dell’economia locale e regionale».

Menghini-Inauen critica anche la scelta di delegare a terzi alcune attività doganali, definendola «uno spostamento delicato di competenze statali verso soggetti privati», come dimostra il caso della dogana di Müstair. «Non da ultimo, la centralizzazione di personale comporta la perdita di preziosi posti di lavoro nelle periferie», sottolinea.

La granconsigliera ricorda che già nel 2017 il Governo aveva promesso un impegno totale per rafforzare il Corpo delle guardie di confine, definendo inaccettabile ogni riduzione. «Il risultato, tuttavia, è oggi una riduzione del 15% degli effettivi: un passo indietro tutt’altro che rassicurante, soprattutto alla luce della possibilità concreta di ulteriori tagli nel prossimo futuro. Per questo sarà necessario un intervento molto più deciso da parte del Governo nei confronti degli uffici federali», conclude Menghini-Inauen.

Marco Travaglia
Caporedattore e membro della Direzione