Venerdì 5 settembre è iniziato in Casa Torre il convegno internazionale sui pasticcieri Grigionesi emigrati all’estero. L’evento è stato organizzato dai Musei Valposchiavo, la Società Storica Valposchiavo, l’Associazione Istoria – Archivi fotografici con vari partner fra cui la Pro Grigioni Italiano, la Valposchiavo Turismo e numerosi sostenitori fra cui la Promozione della Cultura Cantone dei Grigioni e Comune di Poschiavo. Gli illustri relatori dell’evento provenivano da Spagna, Francia, Inghilterra e Polonia.
La serata è iniziata col benvenuto ai presenti da parte del Podestà Giovanni Jochum ed il saluto da parte del Consigliere di Stato GR Jon Domenic Parolini. Anche quest’ultimo, come molti poschiavini, ha avuto degli antenati emigrati alla ricerca di migliori opportunità lavorative. La relatrice della serata, la Dr. Monica Vazquez Astorga, professoressa di storia dell’arte dell’Università di Zaragoza, ha raccontato ai presenti le storie di successo dei poschiavini emigrati in Spagna per fondare i famosi Café Suizos.
In Spagna sono stati fondati oltre 50 caffè svizzeri. I primi chicchi di caffè sono arrivati a Venezia attraverso scambi con la Turchia. I primi caffè conosciuti risalgono al 1683 ed erano situati in Piazza San Marco a Venezia. Infatti, ai tempi, non si ordinava un caffè bensì una tazzina di levante, vista la sua origine. Il periodo d’oro dei caffè è durato dal 1800 fino alla prima guerra mondiale. I caffè in Europa avevano tutti delle caratteristiche in comune: un sontuoso rivestimento in velluto rosso, dei tavolini in marmo di Carrara e delle tipiche sedie in legno.
I caffè non erano dei semplici bar, ma disponevano di sale separate per discussioni politiche (tertulias), giornali gratis, sale da gioco, giardini con palcoscenico per concerti dal vivo con tanto di partiture appositamente adattate e tecnologie d’avanguardia (che arrivavano sempre prima nei caffè che nel resto della città), come l’elettricità o le lampade elettriche. Furono anche i primi ad avere delle sale solo per donne.
Gli svizzeri/poschiavini emigrati in Spagna erano uomini d’affari abilissimi. Oltre che offrire ai clienti un servizio curato e prodotti di alta qualità organizzavano un vero e proprio giro d’affari esclusivamente svizzero. Infatti, annessa al caffè c’era sempre una pasticcieria ben fornita e i proprietari producevano le proprie gazzose, liquori e birre nelle proprie fabbriche, che rifornivano solo i caffè svizzeri. Se un proprietario decedeva, l’impresa passava ai famigliari o agli amici di famiglia e rimaneva sempre in mano svizzera.
Le famiglie Svizzere risiedevano sempre nello stesso palazzo. Per ottenere la residenza in Spagna veniva chiesto loro di provare che non fossero di discendenza ebrea o mora, che fossero cristiani di vecchia data e non membri di alcuna setta e questo per ben 5 generazioni, il tutto documentato da un notaio spagnolo e da uno svizzero con tanto di testimoni. Questo non era più successo dal tempo dell’Inquisizione e dimostrava quanto il successo degli emigrati desse fastidio.
Da antichi documenti risulta che un caffè svizzero aveva fino a 400 clienti giornalieri, mentre uno spagnolo all’incirca 10. Due grandi pionieri dei Café Suizos furono il signor Lorenzo Matossi e Pietro Fanconi che fondarono la compagnia del Café Suizo a Pamplona, in seguito a Madrid, nel 1845, e anche a Zaragoza. Invece, Lorenzo Matossi fondò la pasticceria Suiza a Bilbao. A Pamplona venne poi aperto addirittura un secondo café Suizo. Altri café Suizos, in Spagna, furono gestiti da poschiavini di cognome Semadeni, Olgiati, Lardelli, Monigatti e Lardi.
Dopo la presentazione storica ha avuto luogo la conversazione fra la Dr. Vazquez e l’invitata Silva Semadeni e si è poi conclusa fra i confronti delle varie discendenze dei presenti e il prelibato buffet di squisiti pasticcini proposti da Giada Tuena ed aiutanti.














