Il punto con Sergio Schena (Fondazione olimpica). Le misure della RhB e del Cantone

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A cinque mesi dalle Olimpiadi Milano Cortina, in calendario dal 6 al 22 febbraio 2026, e a sei mesi dalle Paralimpiadi, previste dal 6 al 15 marzo, ma che non si svolgeranno in Valtellina, abbiamo effettuato un giro d’orizzonte con l’ingegnere (e imprenditore) sondriese Sergio Schena, nominato da Regione Lombardia nel Consiglio di amministrazione della Fondazione Milano Cortina 2026. Questa tiene a precisare Schena, svolge tutte le attività di organizzazione, promozione e comunicazione degli eventi sportivi e culturali relativi ai Giochi Olimpici e Paralimpici, non contando su finanziamenti pubblici, ma con i fondi del Comitato olimpico, dei biglietti, delle donazioni e degli sponsor. L’ultimo resoconto fissa il preventivo a 1,7 miliardi e “come è sempre stato comunicato, il raggiungimento del pareggio di bilancio si conferma l’obiettivo primario della Fondazione”.

La seconda gamba organizzativa italiana è rappresentata da SIMICO, società responsabile della realizzazione delle opere connesse ai Giochi, che con un bilancio di 3,4 miliardi cura appunto 98 interventi di cui 47 in ambito prettamente sportivo e 51 concernenti le infrastrutture di trasporto. SIMICO è partecipata con percentuali azionarie decrescenti da due Ministeri romani, da Lombardia, Veneto e Trentino Alto Adige.

«Più di 3.500 atleti da 93 Paesi si contenderanno 195 medaglie in 16 discipline olimpiche e sei sport Paralimpici. La grande novità sportiva di questa edizione? Il debutto olimpico dello sci alpinismo».

«Certo e le gare si svolgeranno proprio a Bormio».

«Recentemente in Valmalenco l’alpinista aostano Marco Camandona (uno dei pochi che ha scalato tutti gli 8000 senza ossigeno) ha criticato l’assenza della gara individuale classica sostituita dalla “sprint race”, qualcosa che dura pochissimi minuti, però “moderna e televisiva”».

«Sì, si è dovuto accettare un compromesso. Ad ogni Olimpiade viene richiesta laggiunta di nuovi discipline. Per la prossima edizione si sono registrate una quindicina di richieste, tra queste lEisstockschießen, sport praticato anche in Svizzera e che fu presente a Garmisch nel 1936 e a Innsbruck nel 1964. Si è preferito per questa edizione lo sci alpinismo con la speranza che si diffonda ulteriormente. Successivamente potranno essere adottati correttivi».

«Non è nel raggio d’azione della Fondazione, però le infrastrutture sono all’attenzione generale.
Vediamo come ci si muove sui trasporti vicino casa, nel Canton Grigioni. Sappiamo che per esempio la Ferrovia Retica ha predisposto un calendario diverso per il collegamento in bus nella tratta Lugano-Tirano e viceversa. Infatti quest’anno il servizio è stato effettuato a partire dal 13 febbraio, il prossimo anno avverrà invece a partire dal 26 febbraio, dunque a Olimpiadi terminate».

«Certo lodevolmente, per evitare di appesantire ulteriormente il traffico stradale con i possibili ritardi connessi. Sule strade ci tornerò.
C’è anche un secondo intervento in ambito cantonale. A Zernez e a Monastero sono previsti parcheggi dedicati e bus navetta per raggiungere Livigno transitando per la
galleria di Munt La Schera. Prevediamo in particolare per le gare di freestyle e snowboard a Livigno una forte affluenza dal centro e nord Europa. Si arriverà prevedibilmente (ma non è stato ancora deciso ufficialmente) al divieto d’uso dell’auto personale».

«Ancora qualcosa sulle criticità nei trasporti e poi passeremo ad altro, che magari le sta più a cuore».

«Si è molto investito sui trasporti ferroviari. Ogni 30 minuti partirà un treno da Milano. Certo saranno sempre possibili ritardi, ma ci auguriamo che siano contenuti al massimo. A Tirano per il collegamento verso lAlta Valle ci sarà una flotta di circa 200 bus: una piccola parte sarà a propulsione elettrica, mente la gran parte funzionerà con carburanti bio forniti dalla società ENI, partner principale. Chi vorrà muoversi autonomamente (residenti, lavoratori, addetti vari, turisti,…) dovrà però parcheggiare in appositi spazi, previo uso di permesso. Permessi che saranno sempre più restrittivi in prossimità delle aree sportive».

«Il presidente del Comitato olimpico internazionale arriverà però in elicottero… ».

«Non credo che vorrà prestarsi alle giuste lamentele di quanti sostengono la sostenibilità di queste Olimpiadi. A Bormio e a Livigno sarà introdotto il divieto di sorvolo, salvo ovviamente per le aeromobili di soccorso».

«E se qualche magnate vorrà arrivare comunque volando?».

«Dovrà utilizzare appositi spazi fuori dai centri olimpici».

«Lei ha parlato di treni ogni mezz’ora, che però avranno un impatto sui collegamenti stradali. A Sondrio la tangenziale nord finisce in un passaggio a livello, che sarà molto spesso chiuso proprio per consentire il passaggio dei treni».

«Vero, questo sarà un punto critico. Erano previsti due interventi a Sondrio sugli imbocchi nord e sud della tangenziale. Non si è riuscito ad intervenire per tempo, sarà questa una eredità delle Olimpiadi con i soldi già stanziati e forse con qualche correttivo progettuale. La tangenziale di Tirano invece è in dirittura darrivo. E, comunque, visto che le tribune di Bormio potranno ospitare non più di 8.000 persone, possiamo ipotizzare che gli spostamenti in auto saranno di molto inferiori a quelli che si verificano a fine anno in concomitanza delle prove di Coppa del mondo».

«Alziamo lo sguardo. Come saranno queste Olimpiadi in generale e per la Valtellina in particolare?».

«Si sa bene che i Giochi incoraggiano sempre più persone a praticare attività sportiva e a fare più movimento, con un focus particolare su giovani e persone con disabilità. E questo non è poco. Come ho già notato alle Olimpiadi parigine, si respirerà poi un clima particolare fatto di incontri, scambi, conoscenze tra persone provenienti da ogni angolo del globo. Dal punto di vista organizzativo avremo bisogno di 18 mila volontari. Abbiamo ricevuto 120 mila domande! Siccome è richiesta la sicurezza di essere ospitati in qualche residenza sul posto, propria o di amici, abbiamo ancora qualche disponibilità per Bormio e Livigno. Nella mia famiglia è scoppiato un piccolo dramma. Ho tre figlie, due si sono candidate, la terza, con grande sua delusione no, perché minorenne!».

«I volontari saranno formati?».

«Certo, sia in presenza che online. Mi permetta di aggiungere che Milano Cortina 2026 lascerà in eredità sia infrastrutture che un patrimonio immateriale importante: per esempio lo sviluppo delle conoscenze e delle relazioni da parte della parte più giovane e dunque più dinamica della popolazione valtellinese. E comunque sarà unoccasione per valorizzare le eccellenze locali dal punto di vista sportivo, turistico, culturale e tecnologico».

«In fondo, detto in maniera semplicistica, tutte le montagne si somigliano. Cosa resterà della Valtellina negli ospiti?».

«Laccoglienza, la disponibilità, lapertura mentale, lorganizzazione, la bellezza paesaggistica, la naturale biodiversità e le tradizioni enogastronomiche. Mi piace ricordare che il marchio Valtellina è “Official Supporter” dei Giochi. Questo vuol dire per esempio che agli ospiti verranno offerti prodotti rigorosamente locali: vini, formaggi, bresaola, frutta. La stessa cosa succederà naturalmente anche nelle altre sedi. Per le bollicine” invece ricorreremo a Prosecco, Franciacorta e Trentino, ovviamente!».

P.S.: Riguardo alla frutta, vogliamo tranquillizzare i poschiavini sulla questione mela olimpica “Bernina rosata”, un’idea avanzata qualche tempo fa da amministratori regionali lombardi. Chi scrive ritiene che non se ne farà nulla perché, in primo luogo, la produzione di questa particolare mela è partita in grave ritardo. In secondo luogo il consorzio Melavì, che avrebbe dovuto curare la produzione e la  commercializzazione, è in grave  crisi finanziaria. Da ultimo è prevalsa la consapevolezza che il gruppo montano del Bernina è sì in comune tra Svizzera e Italia, però la cima è senza dubbio in territorio elvetico. Con tutto quello che ne consegue