La montagna al centro dell’innovazione tecnologica

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C’è un luogo nel cuore della Svizzera che mi affascina sempre, mi fa tornare giovane e rinnova il fanciullesco stupore per la tecnica, mai sopito e sempre pronto ad accendere l’entusiasmo per le novità; un luogo iconico, sulle sponde del lago di Lucerna, un luogo che è gioco, studio, aggiornamento. Qui la natura è protagonista ma lo è nella sua versione meno tradizionale, meno convenzionalmente spettacolare; non ci sono panorami da ammirare, ci sono soluzioni tecnologiche che aiutano le comunità svizzere a vivere il proprio territorio. Ci sono aerei, treni, gallerie, elicotteri, automobili, trattori, tralicci elettrici, funivie, battelli, percorsi attrezzati, spazi aperti in cui vivere sperimentando. Lo avrete capito, il luogo del cuore di cui sto parlando è il museo nazionale dei trasporti (Verkehrshaus Luzern), luogo in cui la montagna è centrale, in tutte le sue manifestazioni. Qui, tra i padiglioni tematici, emergono con chiarezza ingegno, perseveranza, tenacia e audacia, qualità e virtù necessarie per crescere nell’asprezza dei territori montani.

Esplorare la storia della tecnica di un Paese significa immergersi nell’ingegno delle sue genti, per scoprire creatività, fantasia, pragmatismo, ingredienti fondamentali dell’innovazione, di cui la Svizzera è campione nel mondo. Da quest’anno il museo ospita anche una aeroambulanza della Rega; si sale e si osservano le attrezzature, si ascolta l’esperienza di un volontario che con pazienza e competenza accoglie decine e decine di cittadini interessati. Anche questa è montagna; è montagna la prima capsula (claustrofobica) pensata per evacuare le persone da una funiva bloccata, è montagna l’elicottero che grazie alla maestria e alla professionalità dei piloti aiuta e salva chi resta isolato o bloccato. Qui le parole della Presidente della Confederazione nell’allocuzione del 1 agosto, signora Karin Keller – Sutter, si trasformano in oggetti e attrezzature tangibili; “la Svizzera sta bene, anzi molto bene, se paragonata a tanti altri Paesi, anche europei. Questo lo dobbiamo soprattutto alla nostra cultura politica, al nostro sistema economico liberale e al nostro senso civico improntato al cooperativismo”. Volontà e determinazione, organizzazione e ordine anche interiore sono gli elementi che permettono al Paese di destreggiarsi in un contesto sempre più complesso; le idee nuove che funzionano, di fatto l’innovazione, hanno radici profonde e, come le piante di montagna, sono spesso poco appariscenti ma tenaci e resistenti. Come ricorda la signora Karen-Sutter “Nel giorno in cui si celebra la nostra Festa nazionale dovremmo quindi guardare al nostro Paese con orgoglio, ma anche con una certa umiltà”.


La montagna, in tutte le sue manifestazioni, è la forza che plasma la volontà delle genti, che rende le comunità davvero resilienti, che dà loro l’entusiasmo necessario per innovare, trasformando ostacoli e limiti in punti di forza e nuovi inizi, proprio come riconosciuto a Poschiavo con il Premio Wakker 2025!

In attesa di scoprire come si collocherà la Svizzera nella classifica del World Innovation Index 2025 che sarà presentato a Ginevra il prossimo 16 settembre, la Confederazione può contare su una complessa rete di operose comunità che sanno trasformare le difficoltà in occasioni di crescita, nulla di meglio per alimentare la fucina di nuove idee.