Poschiavo dice addio al suo CEO. Dopo sei anni alla guida di Repower, Roland Leuenberger si prepara a lasciare l’incarico. A partire dal giugno 2026, lo aspetta una nuova prestigiosa sfida: la presidenza del Consiglio di Amministrazione di Axpo, il maggiore produttore di energia elettrica in Svizzera. Abbiamo intervistato il CEO uscente per farci raccontare le motivazioni di questa scelta “difficile e piena di emozioni”, il bilancio della sua gestione, gli investimenti lasciati in eredità (come il fondamentale rinnovo della centrale di Robbia) e per raccogliere il suo messaggio di rassicurazione ai dipendenti della sede locale e all’intera comunità.

Dopo 6 anni, lascia Repower per una nuova e prestigiosa sfida come Presidente del CdA di Axpo. Cosa l’ha spinta a prendere questa decisione proprio in questo momento e quanto è stato difficile salutare Repower?
È stata una decisione difficile e piena di emozioni. Negli ultimi sei anni, Repower e i Grigioni sono stati la mia vita. Molte cose rimarranno così. L’opportunità di guidare Axpo, il più grande produttore di energia elettrica della Svizzera, a livello strategico insieme al Consiglio di amministrazione è unica e mi attrae molto. In questo modo, potrò continuare a contribuire alla sicurezza dell’approvvigionamento energetico della Svizzera.
Axpo è un’altra grande realtà energetica svizzera. Quali sono gli obiettivi principali che si pone in questo nuovo ruolo e come intende affrontare le sfide del settore a livello nazionale e internazionale?
Fino alla fine di maggio 2026 sarò CEO di Repower. Fino ad allora mi concentrerò pienamente su questo incarico.
La ricerca del suo successore è già in corso. Quali caratteristiche ritiene siano fondamentali per guidare Repower nel prossimo decennio, mantenendo al contempo un forte radicamento in Valposchiavo?
La ricerca del CEO è di competenza del Consiglio di amministrazione. Ho piena fiducia che il Consiglio di amministrazione, sotto la guida di Barbara Janom Steiner, troverà un’ottima soluzione per Repower. Ma sicuramente occorreranno anche amore per l’intero Cantone dei Grigioni e un tocco di italianità.
Repower ha il suo cuore pulsante a Poschiavo. Sotto la sua guida, in che modo si è rafforzato il legame tra l’azienda e la Valposchiavo? Qual è stato il suo impegno personale per mantenere e sviluppare la sede locale?
Abbiamo fatto grandi investimenti nell’energia idroelettrica regionale e nelle infrastrutture, e abbiamo rinnovato le partnership. Il rinnovamento completo della centrale elettrica di Robbia è stato il più grande investimento di ristrutturazione nella storia dell’azienda. Altri progetti di rinnovamento, come quello di Miralago, sono ancora in corso e stanno creando un valore aggiunto ecologico e nuove infrastrutture sul posto. Poschiavo, sede principale dell’azienda, è e rimarrà parte integrante dell’identità di Repower.
Quale messaggio vuole dare ai dipendenti della sede di Poschiavo, e alla comunità della Valposchiavo in generale, riguardo al futuro dell’azienda e alla stabilità dei posti di lavoro in valle dopo il suo addio?
Per i prossimi nove mesi sarò ancora CEO di Repower a tempo pieno. E anche in futuro il messaggio per tutti i collaboratori di Repower, per tutti i comuni e per tutti i nostri partner sarà sempre lo stesso: abbiamo una direzione molto competente, un gruppo dirigente forte e stabile e collaboratori eccellenti. Abbiamo sotto controllo tutti i progetti in Svizzera e in Italia. Siamo in una buona posizione dal punto di vista finanziario e abbiamo una strategia solida. Repower è e rimarrà un ottimo datore di lavoro e un partner affidabile.
Quali sono, a suo avviso, i progetti o le iniziative (ad esempio nel campo dell’energia idroelettrica, del turismo o delle sponsorizzazioni) realizzati durante il suo mandato che hanno avuto il maggiore impatto positivo sulla Valposchiavo?
Ce ne sono così tanti che mi è difficile citare esempi specifici. Se dovessi sceglierne tre, opterei per: il completo rinnovo e la riapertura ufficiale della centrale elettrica di Robbia, che ha rafforzato il valore aggiunto locale, l’approvvigionamento e l’identità della valle. Alla giornata delle porte aperte hanno partecipato oltre 700 visitatori. In secondo luogo, il progetto Miralago, che include la possibilità di passaggio dei pesci: un importante progetto ambientale e infrastrutturale direttamente nella valle. In terzo luogo, il nostro impegno costante a favore delle associazioni e degli eventi nella Valposchiavo. Repower investe i propri fondi di sponsorizzazione in tutte le regioni in cui opera, concentrandosi sempre sui giovani e sulla comunità locale.
Guardando indietro, qual è il risultato più significativo che Repower ha raggiunto sotto la sua leadership e di cui è particolarmente orgoglioso? E quali le sfide che rimangono aperte per il suo successore?”
Sono orgoglioso del successo che Repower ha ottenuto negli ultimi anni e della sua solida posizione in termini di personale, struttura e finanze. Le sfide che intravedo riguardano il potenziamento necessario della produzione e della rete, e quindi il nostro contributo alla sicurezza dell’approvvigionamento energetico. Gli sviluppi tecnologici e la liberalizzazione del mercato ci offrono nuove opportunità. La crescente regolamentazione e il reclutamento di collaboratori qualificati rappresenteranno una sfida.
Repower si è distinta per l’internazionalizzazione e la visione strategica. Come valuta l’attuale panorama energetico svizzero ed europeo in termini di transizione energetica e sicurezza dell’approvvigionamento?
Sono preoccupato. L’ampliamento necessario della produzione rinnovabile, l’espansione della rete e dello stoccaggio procedono troppo lentamente. Ampliamento sì, ma non da me, sembra essere il motto. E gli interessi ideologici particolari hanno portato a una forte regolamentazione e complessità. I nostri clienti vogliono semplicemente un approvvigionamento elettrico sicuro a un prezzo adeguato. E il controllo di lavastoviglie, lavatrice, pompa di calore o stazione di ricarica dovrebbe essere gestito da una tecnologia in background.














