Dal consenso al coraggio: i quattro anni di Vassella in Regione

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Dopo oltre quattro anni alla guida della Regione Bernina, Francesco Vassella si prepara a lasciare l’incarico per intraprendere una nuova sfida professionale. Era il 2021 quando, appena nominato direttore, confidava che “c’era più carne al fuoco di quanto immaginassi”. Oggi, a distanza di tempo, sorride ricordando quella battuta: “La carne c’era ed è continuata, spero di non averne bruciata troppa. Sono orgoglioso in generale per il lavoro svolto: abbiamo dato un senso alla posizione della Regione come ente sotto i due Comuni di Brusio e Poschiavo, a favore della Valposchiavo”.

Il bilancio è positivo, ma non privo di difficoltà. “La sfida più impegnativa è stata la continua ricerca del consenso – politico, amministrativo o tra gli attori del territorio. I progetti di sviluppo regionale richiedono tempo, risorse e soprattutto condivisione. Senza consenso, il rischio è di rimanere fermi.”

Uno dei traguardi a cui Vassella tiene di più riguarda il rafforzamento del ruolo della Regione come piattaforma di collaborazione intercomunale: “Spero di aver dato l’idea che avere la Regione Bernina non significa fondere i Comuni, ma piuttosto il contrario: è possibile collaborare tra entità diverse, a beneficio di tutti, rafforzando la Valposchiavo”.

Sul fronte delle risorse, un tema già delicato nel 2021, qualche passo avanti è stato fatto. “Abbiamo potuto rafforzare l’organico e aumentare le percentuali di impiego, un segnale importante di fiducia verso il nostro operato. Sul piano finanziario ci siamo ingegnati, cercando contributi esterni e puntando sui progetti. Oggi la Regione è più forte.”

Tra questi, spicca il Progetto di Sviluppo Regionale 100% Valposchiavo, che Vassella definisce “molto grande, di durata pluriennale, con impatti concreti e riconosciuti”. Non mancano i progetti più piccoli ma significativi, come ConValoRe, grazie al quale è nata la Fondazione San Romerio che ha consentito di restaurare e valorizzare uno dei siti simbolo della valle. Non tutti, però, hanno dato i risultati sperati: “I progetti che non riescono a coinvolgere tutti gli attori rischiano di rimanere fini a sé stessi. È il territorio a fare la differenza”.

Oggi la Regione dispone anche di una strategia chiara, con il documento “Spazio vitale Valposchiavo 2024-2027”, primo tentativo di pianificazione condivisa: “È una base concreta, ma andrà migliorata nel prossimo triennio, soprattutto nel coinvolgimento dei gruppi di interesse”.

Il rapporto con i Comuni e con il Cantone rimane centrale: “Verso il Cantone abbiamo guadagnato credibilità, anche grazie a momenti istituzionali che hanno mostrato l’unione d’intenti tra Brusio e Poschiavo. Sul fronte locale, invece, serve ancora chiarire che la Regione non è concorrente dei Comuni, ma piuttosto un supporto per alleggerirne i compiti”.

Un capitolo importante è quello dei marchi territoriali, in particolare 100% Valposchiavo: “Forse sono sottovalutati a livello locale, ma rappresentano un atto innovativo e pionieristico. Non riesco a immaginare una promozione turistica senza questo marchio: la sfida dei prossimi anni sarà dargli continuità”.

Foto Marco Travaglia

Ora per Vassella è tempo di voltare pagina. Dopo una carriera interamente trascorsa nella pubblica amministrazione, dal Cantone alla Regione, ha scelto di sperimentarsi nel settore privato: “Ho ancora 25 anni di lavoro davanti, se non cambio ora il tempo passa troppo veloce. Volevo una sfida diversa, ma coerente con i miei principi”.

Al suo successore lascia un compito impegnativo: “Prima di tutto [dice sorridendo] dovrà capire l’organizzazione delle mie cartelle… bisognerà orientarsi tra le tante attività, davvero numerose. Poi mantenere equilibrio, consolidare il ruolo della Regione conquistando la fiducia dei Comuni e rafforzando i rapporti con Cantone e Regioni vicine, senza appiattirsi”.

Se dovesse sintetizzare in tre parole l’eredità lasciata, non ha dubbi: struttura, potenzialità e coraggio. “Abbiamo costruito una struttura organizzativa solida, dimostrato che la Regione ha potenziale e dato prova che senza coraggio si resta indietro. La Valposchiavo deve continuare a crederci”.

Marco Travaglia
Caporedattore e membro della Direzione