Una sala gremita, un’atmosfera intensa e vibrante, e un viaggio artistico che ha saputo intrecciare musica, scultura, pittura e pensiero filosofico. Così si è presentata l’ultima serata/evento organizzata da Casa Console sabato 11 ottobre, nell’ambito della mostra temporanea dedicata agli artisti engadinesi Turo e Giuliano Pedretti, che si concluderà a fine mese.
Il programma musicale si è aperto con una suggestiva serie di brani ispirati ai pianeti del sistema solare – da Mercurio a Saturno – un percorso sonoro che ha evocato atmosfere cosmiche e interiori al tempo stesso. Tra questi, il brano dedicato alla Terra (vedi video) che si è distinto per il suo dinamismo e la vivacità ritmica, mentre il passaggio su Marte ha colpito per la forza evocativa. A interpretare le partiture, al clavicordo, è stato il maestro Hansruedi Zeder, che ha saputo valorizzare la delicatezza e l’espressività di questo raro strumento, capace di emozionare solo se sostenuto da un’acustica di qualità e priva di distrazioni.
Il cuore della serata è stato senz’altro la prima esecuzione assoluta di due composizioni originali ispirate alle opere dello scultore Giuliano Pedretti, firmate dai compositori Stefano Ghisleri e Nicola Elias Rigato. La seconda parte del concerto ha presentato un brano in prima assoluta: una composizione strutturata intorno a un tema ricorrente, che si evolveva progressivamente, trasformandosi senza mai perdere il filo conduttore. Un dialogo musicale tra unità e cambiamento, in perfetta sintonia con il linguaggio artistico di Giuliano Pedretti. I brani successivi hanno infatti offerto un vero e proprio tributo sonoro all’arte visiva, attraverso interpretazioni che riflettevano il gesto pittorico, la plasticità della scultura, ma anche lo sguardo filosofico. In queste composizioni, la musica è diventata mezzo per “vedere” attraverso l’ascolto, invitando il pubblico a cogliere i molteplici punti di vista che un’opera d’arte può suggerire.
Poi si è passati alla parte visiva con la proiezione del documentario «Giuliano Pedretti spiega lo sviluppo del suo lavoro» della regista Lea Jaecklin, che ha offerto un’intima e intensa riflessione sull’opera e sul pensiero dello scultore engadinese. Attraverso le sue parole e le immagini delle sue sculture in bronzo, Pedretti ha guidato gli spettatori alla scoperta dei concetti di simmetria, prospettiva e genesi creativa, rivelando il suo approccio artistico come un vero e proprio atto di comprensione del mondo.
La serata si è conclusa con un rinfresco conviviale, durante il quale il pubblico ha potuto vedere con i propri occhi l’esposizione delle opere di Turo e Giuliano Pedretti, osservandole con occhi nuovi, arricchiti dall’esperienza musicale e visiva appena vissuta. Quello di sabato è stato un appuntamento che ha conquistato il pubblico con una proposta artistica multipla, culturale raffinata e profonda, capace di offrire un’autentica esperienza multisensoriale.















