Ha riscosso un grande successo la prima edizione del Festival delle erbe spontanee, che ha avuto luogo il fine settimana scorso, tra il 20 e il 21 maggio, a Le Prese, in località Cantone.
Una moltitudine di appassionati hanno gremito, già il primo pomeriggio di sabato, il tendone della famiglia di Elmo Zanetti, per non perdersi uno dei momenti faro di questo festival, che prevedeva l’intervento di Meret Bissegger, esperta in erbe spontanee e tra le maggiori promotrici in Svizzera della cucina naturale, oltre che autrice di varie pubblicazioni sul tema.

In una lunga ed interessante chiacchierata con il promotore culturale della Pgi Giovanni Ruatti, la Bissegger ha incantato l’attenta platea illustrando pregi e segreti della cucina naturale, raccontando esperienze e curiosità di questa sua particolare passione, partendo dalla sua giovinezza trascorsa in una famiglia in cui la coltivazione della terra e la ricerca di prodotti naturali stava all’apice della filosofia di vita.
“I miei genitori avevano un grande orto – ha esordito Meret Bissegger – e riuscivamo quasi a vivere solo dei prodotti che la terra ci procurava. Il nostro grande ruolo da bambini era strappare erbacce e, ancora oggi, non posso definirmi una brava orticultrice, ma le erbacce sono diventate una delle mie passioni”.

Un mondo affascinante quello delle erbe spontanee, che la famosa cuoca e autrice ticinese è riuscita a far conoscere ad un pubblico più vasto mediante le sue importanti pubblicazioni e organizzando corsi propedeutici finalizzati alla conoscenza e all’uso delle erbe naturali.
Il festival delle erbe, come ribadito da Giovannni Ruatti durante la conversazione con Meret Bissegger, dovrebbe proprio valere anche quale strumento di sensibilizzazione, capace di far passare un certo tipo di educazione già in età scolastica, con al centro un’approfondita conoscenza della natura quale nostro ambiente di vita, a differenza di una percezione del verde che ci circonda, inteso solo quale prodotto omologato.

La conversazione è spaziata a 360 gradi sul vasto campo d’apprendimento che riguarda il mondo delle erbe selvatiche, come pure i campi d’applicazione cui fa capo la Bissegger, tra i quali il comparto gastronomico. “Il bello della cucina – ha specificato ancora la famosa cuoca – è che tutto risulta essere possibile se ci si allontana un po’ da quello che è la cucina classica. Ciò che ritengo interessante, con le erbe spontanee, è che spesso abbiamo a che fare con gli antenati delle nostre verdure, per cui i nessi che ci fanno arrivare a certe idee, sono sempre quelli.”
Molto seguite anche le visite guidate nei prati circostanti, accompagnati da un team di esperte. L’esercizio pratico ha fatto da preludio ad una ricca degustazione finale con aperitivo. Il festival è continuato poi il giorno dopo, tra intrattenimenti vari per gli ospiti più piccini ed un ricco mercatino con prodotti a tema, la visita di un percorso olfattivo, così come la presentazione delle schede botaniche combinate con un percorso tra diverse erbe proposte, a cura delle scuole, prima di un ricco pranzo tutto a base di erbe.

Una manifestazione ben riuscita che, traendo spunto da uno dei tanti patrimoni che offre il nostro territorio, ha saputo coinvolgere, entusiasmare e appassionare non solo i molti interessati all’argomento, ma anche neofiti che per la prima volta si approcciavano alla materia. Un altro modo di vivere il 100% Valposchiavo, alla scoperta di un mondo che troviamo dietro casa nostra e del quale spesso non percepiamo la sua esistenza, un mondo composto “solo” da erbacce che talvolta detestiamo ma, come ha voluto far risaltare la kermesse dello scorso fine settimana, nasconde un patrimonio da godere con tutti i sensi.
Contento dell’esito di questa prima edizione del festival delle erbe spontanee Giovanni Ruatti, con Mariagrazia Marchesi uno degli organizzatori della festa popolare, che così si esprime al nostro giornale: “Sono veramente molto soddisfatto di come sono andate le cose. La gente ha risposto con molto entusiasmo a questa prima edizione del festival, apprezzando i vari eventi proposti e i contenuti della manifestazione che, in vari frangenti, come durante l’intrattenimento per bambini, la sfilata, il mercatino nel suggestivo villaggio di Cantone, la raccolta del sacchettino Biodiversità, ha saputo far trasparire un’atmosfera magica. L’aver inoltre potuto contare su una personalità del calibro di Meret Bissegger – continua ancora l’operatore culturale della PGI – è stato veramente appagante sotto ogni punto di vista. Meret ha saputo coinvolgere e creare un interesse continuo durante tutta la sua permanenza al festival”.

Nonostante il successo riscontrato a questa prima edizione, non è ancora dato a sapere se il festival entrerà in una sorta di appuntamento fisso per gli amanti del settore. “Non abbiamo ancora pensato se ripetere l’evento – si esprime in merito Giovanni Ruatti – dobbiamo ancora discuterne, ma penso che ci sia la possibilità di una riedizione. L’organizzazione è stata molto impegnativa, – conclude ancora Ruatti – ma la collaborazione con i vari partner coinvolti e l’entusiasmo dei volontari che ci hanno aiutato, sono degli stimoli in più per continuare”.
Piero Pola














