Festival delle Erbe: Etnobotanica e Fitoalimurgia sotto i riflettori

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Il Festival delle Erbe Spontanee della Valposchiavo non è stato solo un’occasione per immergersi nella natura e scoprire i segreti delle piante locali. La giornata di sabato 24 maggio ha ospitato anche un’interessante conferenza che ha aperto una finestra sull’Italia, presentando due realtà dinamiche impegnate nella riscoperta e valorizzazione del patrimonio etnobotanico e fitoalimurgico: il progetto culturale Erbass e l’Associazione Italiana Fitoalimurgia.

La prima realtà è stata presentata Pietro Ganni, presidente Associazione EGDA. Proveniente da una regione alpina e ricca di tradizioni come il Piemonte, Ganni ha illustrato l’attività di Erbass, un’associazione culturale che si dedica anima e corpo alla diversità etnobotanica gastronomica alpina. Il nome stesso, che in piemontese significa “erbaccia”, racchiude la filosofia del progetto: rivalutare quelle piante spontanee spesso considerate infestanti, ma che celano un universo di sapori e saperi ancestrali.

Erbass – Associazione EGDA (Etnobotanica e Diversità Gastronomica Alpina), come ha spiegato Ganni, è un vero e proprio laboratorio culturale che affonda le sue radici nella storia popolare e nelle identità gastronomiche e culturali locali. L’associazione si impegna nella ricerca approfondita delle TEK (Traditional Environmental Knowledge) e delle GEK (Global Environmental Knowledge), adottando prospettive etiche, scientifiche e razionali per comprendere appieno il rapporto tra le comunità alpine e il loro ambiente vegetale.

L’impegno di Erbass non si ferma alla ricerca, ma si traduce in un’intensa attività di recupero dei metodi tradizionali di percezione, raccolta e trasformazione delle piante.
Ganni ha sottolineato il ruolo cruciale delle risorse vegetali selvatiche, evidenziando come esse siano indispensabili per colmare le lacune alimentari in periodi di scarsità, per mantenere la sicurezza dei mezzi di sussistenza in aree difficili e per bilanciare il valore nutrizionale delle diete. In un contesto di crescente globalizzazione e crisi alimentare, le piante selvatiche commestibili con una lunga storia di utilizzo rappresentano una potenziale e importante fonte di cibo supplementare per l’umanità.

Un concetto chiave introdotto da Ganni è la distinzione tra pianta commestibile e pianta gastronomica. Mentre la prima è potenzialmente edibile ma non necessariamente consumata (spesso mancando la conoscenza dei metodi di preparazione e una storia culinaria), la pianta gastronomica è una pianta commestibile che è stata consumata nel tempo, portando con sé una storia locale e una tradizione consolidata. Il progetto Erbass mira proprio a colmare il divario, ristabilendo una connessione con i saperi popolari del passato e consentendo alle persone di riscoprire e preservare le tradizioni culinarie e mediche legate alle piante spontanee. In quest’ottica, la creazione di un Giardino Fitoalimurgico nel Biellese rappresenta un’iniziativa concreta per attrarre visitatori interessati alla natura, alla cultura e alla cucina locale, diventando un’attrazione caratteristica del territorio.

La conferenza ha poi lasciato spazio alla presentazione dell’Associazione Italiana Fitoalimurgia, illustrata da Wateki Taliana Tober, uno dei suoi membri fondatori. Nata del 2021, l’associazione riunisce professionisti con l’obiettivo di diffondere, divulgare e far crescere la fitoalimurgia, ovvero la scienza che studia l’utilizzo culinario delle piante selvatiche.

L’AIF si impegna a promuovere la conoscenza delle piante spontanee commestibili e il loro uso consapevole, dalla corretta identificazione alla raccolta sostenibile e responsabile, fino al loro impiego in cucina e in altri ambiti. Persegue i suoi scopi attraverso diverse attività tra cui la promozione e la conoscenza, fornendo strumenti per la loro identificazione sicura.

Un focus centrale è sull’utilizzo delle piante selvatiche in cucina: l’associazione mira a scoprire ricette tradizionali, sperimentare nuovi abbinamenti e valorizzare sapori unici che le piante possono offrire e lo fa anche attraverso corsi online e incontri per soci e appassionati, offrendo formazione teorica e pratica sull’identificazione, raccolta e utilizzo delle piante fitoalimurgiche. Ha l’obiettivo di creare una rete di esperti, appassionati e professionisti del settore, favorendo la collaborazione e la condivisione di esperienze.

La conferenza al Festival delle Erbe Spontanee della Valposchiavo ha dunque rappresentato un prezioso momento di scambio e di apertura verso realtà italiane che con passione e competenza stanno lavorando per riportare l’attenzione sulle risorse naturali che ci circondano, arricchendo la nostra cultura gastronomica e promuovendo un rapporto più consapevole con l’ambiente. Un ponte ideale tra le tradizioni locali della Valposchiavo e le innovative iniziative italiane nel campo dell’etnobotanica e della fitoalimurgia.