Il 30 maggio Bernina Fly ha presentato il suo progetto Zip Line che, tra l’altro, dovrebbe promuovere il turismo e creare posti di lavoro; dovrebbe essere ecologico e utilizza quindi la Ferrovia Retica. Anche le piste di partenza e di arrivo s’inseriscono con premura nella zona. Solo un cavo, no: ci sono due cavi appesi tra Alp Grüm e Cavaglia/Cavagliola che attraversano la pianura interamente, contrassegnato con palloncini di colore arancione, ma non sono stati visualizzati sulla presentazione. Ed è anche considerato di fissare delle scaglie d’alluminio che oscillano al vento per avvertire gli uccelli – aquila, gipeto e altri – della presenza dei cavi.
Allora, Cavaglia è un bel luogo selvaggio se le aquile e i gipeti passano lì, il bestiame pascola durante i mesi estivi, il cavagliasco corre meandri attraverso la pianura passando la sottostazione elettrica ronzante. A Cavaglia, dove i sentieri s’incrociano per la Val Pila e il Lagh d’Ombra o per l’Alpe Palü e il Lagh da Caralin, quel laghetto appena sotto il ghiacciaio del Palü che si ritira anno dopo anno esponendo un paesaggio roccioso. A Cavaglia, dove le marmitte dei giganti si sono formate, profonde depressioni a forma di pozzo nelle rocce arrotondate dal ghiacciaio. A Cavaglia, dove le linee elettriche di alta tensione passano e che un giorno saranno interrate e dove si sente la Ferrovia Retica sferragliare nelle curve ogni ora – dappertutto e fino in alto.
Ma Fabiola Monigatti e Gian Paolo Lardi, i progettisti di Bernina Fly, vedono la situazione diversamente: l’influsso umano è già molto visibile, con strade, case, ferrovia, tralicci e linee elettriche. Un’altra installazione non cambia più di tanto… ne dubito. Il cavo tratteggiato con palloncini arancioni e più in basso il cavo per far scivolare a valle le persone singole o a coppia ogni 4 minuti con una velocità di 90 chilometri l’ora è visibile e udibile. Il tragitto veloce è accompagnato di gridi di paura da alcuni e urli di gioia di chi si gode la distribuzione immediata di adrenalina. L’adrenalina è un ormone dello stress endogeno, formata nella ghiandola surrenale, che è in grado di garantire la sopravvivenza in situazioni pericolose creando le condizioni per il rapido sviluppo delle riserve energetiche.
E questo è il punto: la distribuzione di adrenalina. L’ormone bruscamente prodotto nel corpo per sfuggire all’uniformità e la svogliatezza della vita quotidiana? Forse. O è una prova moderna di coraggio: come “Chi è il coraggioso, chiedo ancora una volta, a tuffarsi in quest’abisso?”. La prova di coraggio in realtà non è veramente esistente, o meglio è illusoria, perché l’incidente non può accadere, la tecnologia deve sempre funzionare correttamente – ma lo spavento è reale, l’adrenalina anche che inonda il corpo immergendo il mondo in rallentamento e alla fine scattando nell’euforia incomparabile di essere sopravvissuto.
La discesa Zip Line prende due minuti da Alp Grüm a Cavaglia; la ferrovia ha bisogno di dodici minuti e gli escursionisti impiegano quaranta minuti. Che cosa possono vedere i turisti in 2, 12 o 40 minuti? Degli animali selvatici? Delle Clematide alpine protetta? Delle rocce pittoresche? Dei torrenti di montagna schiumati e delle cascate fragorose? I visitatori della Zip Line vanno poi a Poschiavo per far felice i padroni degli alberghi ristrutturati recentemente, oppure ritornano in Engadina, in Unterland o in Valtellina senza pernottamento, senza aver mangiato i pizzoccheri poschiavini o senza aver assaggiato il vino valtellinese? Ci sarà la fila di gente ad Alp Grüm per provare la discesa velocissima? Ci visiteranno gli alberghi di montagna e lanceranno uno sguardo alla valle al sud prima di vestirsi con l’armamento contemporaneo di cinghie, corde e moschettoni, compreso il casco? Raggiunto il fondo della valle, visiteranno il Giardino dei Ghiacciai o cammineranno con forse ginocchi fiacchi alla stazione?
Bernina Fly è una versione un po’ meno estrema del bungy jumping. In questo caso si precipita attraverso l’aria, la corda di gomma legata alle caviglie, finché l’allungamento massimo è raggiunto per poi sollevarsi in alto nuovamente.
Bernina Fly funziona con campi magnetici per prevenire la corsa troppo mozzafiato della quasi caduta libera. Sicuramente non per le persone con un pace-maker. Chiaramente, la Zip Line è per la gioventù, per i giovani e gli avventurieri avidi, che per una volta alzano lo sguardo dal giocattolo preferito, lo Smartphone, per veder passare le montagne in una velocità furiosa senza alcuno sforzo. Sport? No. L’esperienza? Sì – come nel Luna Park sulle montagne russe – solo più in grande. Silenzio? No. Il vento fischia intorno alle orecchie, il cavo ronza, gridi di ansia e di gioia si ripetano. La quiete? No. La contemplazione? No. L’emozione? Sì. Il brivido ultimativo? Sì. La registrazione video per ogni passeggero? Sì.
Si tratta di una questione di visione per il Valposchiavo che i suoi abitanti vogliono vedere realizzata. È il silenzio meraviglioso? La voce delle montagne, il tintinnio di caduta massi, il suono volubile dei torrenti di montagna, il vento che spazza attraverso i larici, il canto degli uccelli, il grido del cervo nella fregola? È la valle dimenticata sulla punta della Svizzera, nel cuore dell’Europa, la bella addormentata? È Bernina Fly, il bacio stridente, a svegliarla? Svegliarla forzatamente dal sogno di comunione con la natura.
Si tratta di una questione di visione: sì, se l’elemento della velocità alta, della temerarietà, della tecnologia, del business, della fattibilità senza limitazione, e in un certo senso della mancanza di rispetto per gli altri esseri viventi e le forme di vita diverse ottiene il sopravvento. Si tratta di una questione di visione ciò che il futuro ci concede. E quindi gli abitanti di questa splendida, magnifica valle dovrebbero rispondere a questa domanda alle urne, tanto più che il Comune di Poschiavo sostiene finanziariamente il progetto Zip Line.
Che cosa significa lo slogan 100% Valposchiavo? Zip Line sì o forse piuttosto no?
Cornelia Müller
Per approfondimenti
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