In vista delle elezioni per il Consiglio Nazionale, in programma per il prossimo 22 ottobre, Il Bernina ha raggiunto gli 11 candidati grigionitaliani per proporre loro un’intervista. In questo articolo la parola passa a Eleonora Righetti (Centro) del Moesano.

Buongiorno Eleonora, qual è la principale motivazione che ti spinge a candidarti per il Consiglio nazionale?
Sono estremamente grata al Paese e al Cantone in cui ho avuto la fortuna di nascere e crescere. Le esperienze all’estero mi hanno dato modo di rafforzare questa mia convinzione. Sono certa che per ricambiare la mia gratitudine non ci sia miglior modo che contribuire attivamente e con impegno a provvedere che le generazioni future possano sentirsi altrettanto grate.
Quali esperienze e competenze pensi di poter portare al Consiglio nazionale per rappresentare al meglio il Grigioni italiano?
Sono nata e cresciuta perlopiù a Cama, paese della Valle Mesolcina, dopo gli studi a Coira sono rientrata in Mesolcina e attualmente lavoro in Valle Calanca. Conosco e sono vicina dunque alle questioni legate alle realtà del Grigioni italiano, le vivo quotidianamente, così come conosco le difficoltà che si riscontrano essendo una minoranza. Io sono orgogliosamente di lingua madre italiana e ritengo che spetti soprattutto a noi difendere e far riconoscere la nostra voce, non bisogna aspettarsi che siano gli altri ad agire per noi.
Come pensi di collaborare con altri membri del Consiglio nazionale per ottenere risultati concreti per la tua regione?
I territori costituiti da piccole regioni così come i cantoni di montagna spesso condividono una serie di sfide e necessità. Questi luoghi affrontano questioni legate alla geografia, alla loro specifica posizione geografica, come l’accessibilità ai servizi, la gestione del territorio e delle risorse naturali, le sfide legate al turismo, le diversità linguistiche e culturali. Condividono preoccupazioni socio-economiche, come la creazione di opportunità di lavoro locali, la promozione delle tradizioni culturali e la preservazione delle identità locali. È quindi fondamentale riconoscere l’importanza di unire le forze e di collaborare tra queste piccole regioni e ovviamente con tutti i cantoni di montagna. Lavorando insieme si è in grado di negoziare con maggiore forza a livello regionale e nazionale per ottenere il supporto e le risorse necessarie per affrontare le nostre esigenze.
Qual è la tua visione per promuovere l’identità culturale e linguistica del Grigioni italiano all’interno della Confederazione svizzera?
Riuscire a promuovere la nostra identità culturale e linguistica è fondamentale per preservare e valorizzare le diversità culturali e linguistiche che caratterizzano il nostro Paese in un mondo sempre più globalizzato e che ha la tendenza a omogenizzarsi.
Sono certa che nell’ambito dell’educazione e della formazione si possano ancora fare dei passi avanti nella promozione delle nostre regioni, anche attraverso programmi educativi e scambi culturali. Sono dell’avviso che appassionare i giovani sia fondamentale per mantenere vive le tradizioni culturali e linguistiche.
Ritengo inoltre indispensabile aumentare la consapevolezza che la Svizzera italiana comprenda anche il Grigioni italiano, spesso dimenticato, e non unicamente il Canton Ticino, questo perché nonostante le due regioni abbiano molti aspetti in comune hanno d’altra parte alcune differenze significative legate alla storia, alla cultura e all’economia alle quali va data importanza, maggiore visibilità e riconoscimento.














