Il progetto per un nuovo collegamento sicuro resta in stand-by: pesano i costi e il rapporto costi/benefici
Sono state pubblicate nei giorni scorsi le risposte del Governo del Canton Grigioni agli interventi parlamentari presentati nella sessione di febbraio 2025 del Gran Consiglio. Tra questi figura l’incarico 2025-19 del granconsigliere Pietro Della Cà, concernente la realizzazione di una nuova strada di collegamento tra Brusio e Viano, fuori dalla zona di pericolo in cui si trova l’attuale tracciato.
Il progetto — che punta a garantire la sicurezza di una via di comunicazione percorsa quotidianamente da residenti, scuolabus e servizi di primo intervento — si inserisce in un percorso politico portato avanti da Della Cà sin dal 2018. Dopo vari tentativi e un incarico respinto nel 2022 per mancanza di uno studio di fattibilità, nel settembre 2024 il Comune di Brusio ha commissionato all’ingegneria HMQ AG di Thusis un’analisi tecnica, da cui sono emerse due soluzioni alternative (variante 5b e 6b). Obiettivo: garantire un collegamento stradale sicuro, percorribile tutto l’anno e adatto a veicoli fino a 32 tonnellate, il tutto con costi contenuti.
Nel suo intervento, sostenuto da oltre cinquanta granconsigliere e granconsiglieri, Della Cà ha chiesto che il Governo avvii senza indugio la pianificazione dell’opera sulla base dei documenti disponibili, affinché la nuova strada venga realizzata quanto prima.
La risposta del Governo: costi troppo elevati, si valuta la funivia
Il Governo grigionese ha però respinto l’incarico. Pur riconoscendo l’effettiva pericolosità di alcuni tratti della strada esistente e la necessità di migliorarne la sicurezza, l’Esecutivo ha ribadito l’importanza di un impiego oculato delle risorse pubbliche e la necessità di considerare attentamente il rapporto costi/benefici di ogni intervento.
Secondo quanto riportato nella risposta ufficiale, le varianti 5b e 6b, al pari di precedenti soluzioni già analizzate dall’Ufficio tecnico cantonale (UT), comporterebbero costi compresi tra i 50 e gli 85 milioni di franchi, considerati eccessivi in rapporto ai benefici. Il Governo ha inoltre sottolineato che, data la lunga tempistica di realizzazione, sarebbe comunque necessario procedere a interventi provvisori di messa in sicurezza, con ulteriori costi stimati in diversi milioni.
In alternativa, il Governo ha rilanciato l’ipotesi di un collegamento mediante impianto a fune, una soluzione prevista in via eccezionale dalla legge stradale cantonale. Tale opzione — già analizzata in passato — garantirebbe un accesso sicuro e permanente a Viano e vedrebbe il Cantone assumersi integralmente i costi di realizzazione e gestione della funivia, in cambio del trasferimento della strada esistente al Comune.
Finora, il Comune di Brusio non si è opposto a questa possibilità, ma ha rifiutato la cessione della strada, che comporterebbe un importante onere gestionale. Ha tuttavia manifestato l’intenzione di elaborare autonomamente, nel corso del 2025, un proprio piano per la realizzazione di una funivia, senza partecipazione finanziaria del Cantone, con avvio dei lavori previsto per il 2026.
Nel frattempo, l’Ufficio tecnico sta elaborando un progetto di ampliamento e messa in sicurezza della strada attuale, con l’obiettivo di ridurre i rischi pur mantenendo il tracciato originario.
















Tengo ad informare i lettori che l’ultima parola su questa scandalosa situazione spetta al Gran consiglio. Durante la prossima sessione di giugno assisteremo all’ultima battaglia per cercare di dare a Viano, dopo 100 anni, un collegamente stradale che rispetti la norma federale inerente alla probabilità di essere colpi da un evento naturale. Attualmente la strada è fuori norma del 680%!
Pietro Della Cà
Alla luce del recente rifiuto del Governo cantonale riguardo alla proposta di una nuova strada tra Brusio e Viano, non posso che esprimere la mia delusione, purtroppo non la mia sorpresa.
Da anni si susseguono proposte concrete per risolvere un problema noto a tutti: l’insicurezza della strada attuale, esposta a frane, maltempo e difficilmente percorribile durante l’inverno. Il fatto che anche questa volta si siano citati i costi come principale ostacolo, senza offrire reali alternative equivalenti in termini di funzionalità e accessibilità, suona come una replica di ciò che già abbiamo sentito in passato.
La proposta di una funivia può essere valida per certi aspetti, ma non risponde alle esigenze quotidiane dei residenti, dei mezzi di soccorso, dei servizi scolastici e di trasporto merci. Inoltre, se la gestione della strada dovesse ricadere interamente sul Comune, ci troveremmo davanti a un trasferimento di responsabilità senza adeguato supporto. Anche l’ipotesi che Brusio debba farsi carico di un impianto a fune in completa autonomia lascia perplessi: si tratta di un progetto strategico, che richiede un impegno cantonale, non solo locale.
La sicurezza e l’accessibilità dei cittadini delle zone periferiche dovrebbero essere considerate un investimento, non una spesa da tagliare. Mi auguro che il Comune, i granconsiglieri e la popolazione continuino a far sentire la propria voce. La mobilità in montagna non può essere trattata come un lusso.