Sette chilometri da percorrere, undici tappe da gustare e millecinquecento persone. Si parla della StraMangiada, e in particolare della sua diciottesima edizione che ha avuto luogo con successo la scorsa domenica, 6 luglio. Dall’altra parte, invece, ci sono stati i numerosi e instancabili volontari e lavoratori che coordinati da Rocco Del Tenno e Elvezio Lardi hanno reso possibile la buona riuscita della manifestazione grazie a una lunga ed elaborata pianificazione.
Grande affluenza da parte dei valligiani e massiccia presenza di avventori dal Ticino come dal resto della Svizzera orientale. La camminata enogastronomica si è svolta tra Le Prese e Poschiavo, tra le vie del borgo, i sentieri della vallata, sotto il sole e anche un po’ di pioggia. Ma tirando le somme, il sole ha avuto la meglio.
Ritrovo presso la stazione di Le Prese, da cui i gruppi sono partiti scaglionati ogni dieci minuti tra le 9:30 e le 12:00. Lungo l’itinerario, le undici tappe del gusto: a partire dalla stazione di Poschiavo con la “vitamina da San Pieru”, colazione genuina a base di ricotta del Caseificio Valposchiavo, marmellata dell’Azienda Piccoli Frutti e pane parigino della Panetteria Bordoni di Poschiavo, il tutto accompagnato dal Coro Misto Poschiavo. Poi l'”aperitif in Plaza” con la pizza della Pizzeria Albrici e la birra alla zucca della Valposchiavo prodotta dalla Birreria Pacifich. “Al rinforz da La Risciada” per i succhi di frutta di Piccoli Frutti di Campascio, mentre “La bucunada da l’Alt” ha iniziato stuzzicare il palato con insaccati della Macelleria Zanetti e Azienda Agricola BIO Isepponi, accompagnati da “Grissini 100% Valposchiavo” della Panetteria Bordoni con una ricca selezione di vini.
Passando poi alla parte più sostanziosa, il “prim dal Capitèl” ha portato in tavola i tradizionali capunet agli spinaci bio dell’Albergo La Romantica di Le Prese, abbinati a pregiati Sassella e altri rossi locali. Dopo il sorbetto artigianale del Bio Bistro Semadeni servito “da li Ruini” e il tè freddo dell’Erboristeria Raselli in Praderia, la tappa “surpresa da la Zia Bice” ha riservato un piatto risultato della collaborazione di Ristorante Capelli, Ristorante Chalet Stazione, Macelleria Lardi e Macelleria Scalino, con vini rossi riserva. I formaggi bio del Caseificio Valposchiavo e il miele de “I furmac dal Cavresc” hanno preceduto il dolce “ciürlu dal Canton”, una torta di noci della Pasticceria Alpina, con tisane bio calde dell’Erboristeria Biologica Raselli e caffè “tustù in Val Pus’ciaf” del Café Bernina. Il percorso si è concluso al Botul con “al cichet da la StraMangiada”, offrendo i biscotti “Raggi di Sole” della Pasticceria Viva La Pasta. E poi da lì, volendo, ricominciare con griglia, bevande e musica.
Alla fine del percorso, tra un boccone al sole e l’ultima nota di fisarmonica, resta la sensazione che tutto sia filato liscio. I tempi, i volti, i sapori. Come se per un giorno l’ingranaggio avesse girato senza attrito, e ciascuno avesse trovato il proprio posto: dietro un tavolo, in fila con il piatto in mano, o sulla frescura di un prato. Queste giornate funzionano senza dover spiegare troppo. Si cammina, si mangia, ci si scambiano due saluti e tre parole, ci si intrattiene. Poi, come sempre, si torna a casa. Si scaricano le foto, si sistema, si riprende a contare i giorni. Ma qualche fedelissimo della Stramangiada sta già pensando alla grande festa per l’anniversario dei vent’anni.















