La Campicoltura Valposchiavo festeggia 10 anni

0
894

Domenica 20 luglio, in occasione del giubileo per i dieci anni della Cooperativa Campicoltura Valposchiavo, è stata organizzata una passeggiata didattica tra i campi coltivati dagli agricoltori locali, in collaborazione con l’Associazione Terra Nostra. L’evento ha suscitato grande interesse tra la popolazione, con circa 150 partecipanti.

È stato molto istruttivo scoprire cosa si cela dietro un panino o un piatto di pasta che acquistiamo comodamente al negozio. La catena di produzione è tutt’altro che semplice e dipende da numerosi fattori esterni: la composizione del terreno, la morfologia del campo coltivato, l’altitudine, le condizioni meteo, i produttori di semenze e le aziende per la trasformazione e macinazione delle coltivazioni.

Presso l’azienda La Risciada del coltivatore Renzo Tosio, ad esempio, è stato possibile osservare la coltivazione di cereali su un terreno alcalino, con un valore di pH superiore a 6. La pendenza del terreno favorisce il deflusso dell’acqua, prevenendo il ristagno e quindi il gelo invernale. Tutte le coltivazioni visitate sono biologiche. Il frumento, nel settore alimentare, rappresenta i tre quarti della produzione.

In questa postazione didattica abbiamo anche scoperto un grande nemico delle coltivazioni: la cosiddetta segale cornuta, un fungo che si sviluppa in presenza di eccessiva umidità e rende il raccolto inadatto al consumo alimentare, causando gravi perdite. È emerso anche un interessante collegamento storico: alcuni processi per stregoneria avvenuti in valle sarebbero stati causati dal consumo di frumento contaminato da segale cornuta, il cui effetto allucinogeno avrebbe indotto comportamenti anomali nelle persone coinvolte.

Il 2025 si prospetta finora come un anno positivo per le coltivazioni, a differenza del 2024, che è stato segnato da eccessiva umidità, una primavera fredda e una conseguente scarsa resa.

Le colture osservate durante la passeggiata comprendevano: grano saraceno, orzo, segale, spelta, farro, granoturco, avena e triticale, quest’ultimo utilizzato esclusivamente come foraggio. Per mantenere intatta la fertilità del suolo viene praticata la rotazione delle colture. Gli agricoltori hanno anche segnalato la nidificazione del re di quaglie, un uccello minacciato di estinzione, in alcuni campi: per questo motivo il raccolto sarà ritardato.

Nel limite del possibile, gli agricoltori cercano di mantenere la filiera produttiva in valle, ma dipendono in parte da semenze provenienti da fuori, come ad esempio da un importante rivenditore nel Canton Zurigo. La trasformazione dei cereali avviene in collaborazione con il Molino e Pastificio di Poschiavo, Al Mulin di Aino e il Molino Scartazzini di Promontogno.

La Cooperativa Campicoltura Valposchiavo, fondata nel 2015, ha effettuato la prima macinazione nel 2016, con due varietà di farina. Attualmente i prodotti locali sono nove. La cooperativa dispone di magazzini comuni per lo stoccaggio dei cereali, utili negli anni con bassa resa, e di numerosi macchinari condivisi per la raccolta.

La spettacolare passeggiata didattica, tra campi dorati e in piena fioritura, è partita da Santa Maria, passando per Prada e Pagnoncini, per poi concludersi a La Calchera con un gustoso pranzo a base di piatti tipici locali: minestra d’orzo grigionese, crespelle al grano saraceno, spaghetti di frumento al sugo di erbe, focaccia alla spelta. Tutti i piatti erano rigorosamente preparati con ingredienti biologici locali, cucinati da ristoranti e aziende della valle.

Durante il discorso di ringraziamento, l’agricoltore Reto Raselli ha ricordato ai presenti l’importanza del mantenimento dell’autosufficienza alimentare, un sapere che per molti anni si era perso. Questa affascinante e istruttiva giornata ha permesso ai partecipanti di comprendere il grande impegno che richiede la produzione alimentare e di acquisire una parte del prezioso sapere custodito dagli agricoltori locali.