“L’anima nelle radici”, quando la natura prende forma nelle mani di Marco Zala Nonu

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Dopo oltre vent’anni di attesa, le “radici” di Marco Zala Nonu sono tornate a fiorire nella sua amata Valle, grazie all’inaugurazione sabato 26 luglio al Punto Rosso di Poschiavo della mostra «L’anima nelle radici». Un’esposizione che è stata una vera e propria celebrazione dell’arte, della natura e di una vita interamente dedicata alla scultura.

L’inaugurazione, curata da Giovanna Mengotti, ha presentato al pubblico un’impressionante novantina di opere che ripercorrono l’intero percorso artistico di Zala, scultore amatoriale valposchiavino che, da oltre mezzo secolo, trasforma radici di pino cembro – prevalentemente della Valle di Campo – in figure cariche di significato.

Passeggiando per la sala espositiva, i visitatori sono stati subito catturati dalla potente suggestione delle opere lignee di Zala. Ogni scultura è un inno alla pazienza e alla passione, frutto di un lavoro lungo e meticoloso. Le radici, ripulite, scolpite, plasmate e levigate, evocano volti, figure umane, amanti ed elementi della natura, lasciando spazio alla più pura interpretazione personale: nessuna didascalia, solo la libera immaginazione. Questo approccio invita il pubblico a un dialogo intimo con l’opera, scoprendo in ogni anfratto dell’irregolare legno un’anima nascosta.

L’evento ha preso il via con un’introduzione di Giovanna Mengotti, seguita dallo spettacolo coreografico «Dalle radici al cielo». Ideata da Milena Crameri, l’esibizione ha visto la stessa Milena, insieme alla talentuosa Ludwiga Andruszkiewicz dell’Opera Baltica di Danzica, dialogare con le sculture di Zala attraverso la danza. Sulle note musicali appositamente composte dalla sorella Dorotea Crameri, le ballerine hanno saputo infondere un’ulteriore dimensione di vita e movimento alle statiche radici, creando un connubio emozionante tra arte visiva e performativa.

La seconda parte dell’inaugurazione è stata un commovente tributo alla vita di Marco Zala, narrata attraverso delle immagini proiettate. Si è ripercorso il cammino dell’artista, dalla giovinezza a Brusio e il suo precoce interesse per il disegno, alla passione sfrenata per il calcio, che lo ha visto portiere di spicco dell’allora ACP (Poschiavo) con una parentesi semiprofessionistica a Basilea. Dopo il ritorno in valle, Zala si è dedicato con professionalità alla sua attività di imbianchino fino al pensionamento, dividendo poi il suo tempo tra la famiglia, la scultura e le sue passioni più ludiche.

È stato intorno ai trent’anni che l’artista ha iniziato il suo instancabile lavoro con le radici, intuendone forma e significato. Il processo creativo è incredibilmente lungo: l’estrazione e la prima pulizia delle radici richiedono circa una settimana, ma è solo dopo 2/3 anni di essiccazione e assestamento che il legno è pronto per essere trasformato. Un impegno che, nel 2002, lo ha visto anche condividere la sua arte attraverso uno studio didattico-artistico con le scuole locali.

Poi, Achille Pola ha preso la parola offrendo un intervento profondamente poetico che ha saputo scavare più a fondo nell’anima delle sculture di Zala. Pola ha esplorato il processo creativo che si instaura tra la natura e l’artista, invitando a riflettere sul senso della vita attraverso le forme delle radici, capaci di assumere contemporaneamente l’astrazione e la concretezza delle cose.

L’evento si è concluso con un piacevole rinfresco, permettendo ai presenti di scambiare impressioni e approfondire la conoscenza dell’artista e delle sue opere.

La mostra «L’anima nelle radici» non si esaurirà con l’inaugurazione. Nello stesso spazio espositivo sono infatti previsti altri due eventi: il 2 agosto una performance musicale del duo jazz Thomas Rohrer & Laura Schuler, e l’8 agosto un incontro pubblico con lo scultore Marco Zala, intervallato da suoni e voci del gruppo musicale MOVIMENTO di Poschiavo.

La mostra sarà visitabile tutti i pomeriggi, dal lunedì al sabato a partire dalle ore 15:00, fino al 15 agosto 2025. Un’occasione imperdibile per immergersi nel mondo affascinante di Nonu e scoprire l’anima nascosta nelle radici.

1 COMMENTO

  1. Grazie di cuore per l’articolo che con profondità e finezza coglie e ridà l’ essenza dell’inaugurazione della mostra di sculture ricavate dalle radici di pino cembro di Marco Zala Nonu. Giovanna Mengotti