Nuovo volto per Casa Besta e la Biblioteca compie 40 anni

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Sabato 16 agosto centoventi persone hanno partecipat alla cerimonia nel giardino di Casa Besta che ha unito i quarant’anni della Biblioteca Comunale di Brusio e l’inaugurazione del nuovo allestimento del museo Casa Besta. Un doppio anniversario che ha messo al centro la cultura come patrimonio vivo, espressione di identità e strumento di futuro.

Ad aprire l’incontro, nel giardino della dimora rinascimentale, Margherita Triacca Casa ha ricordato come questo 2025 sia un anno speciale per Brusio: un’occasione di celebrazione, ma soprattutto di riflessione sul valore delle istituzioni culturali per la comunità.

“Investire nel passato è investire nel futuro”

Il sindaco Pietro Della Cà ha richiamato l’attenzione sul significato civico dell’iniziativa. “Casa Besta non è soltanto un museo bensì lo scrigno che costituisce la nostra storia, la nostra identità e il legame profondo con le nostre radici.” La ristrutturazione e il riallestimento, ha detto, non sono solo interventi tecnici: “Investire nelle tracce del nostro passato significa investire nel futuro della nostra comunità.”

Con queste parole il sindaco ha chiarito che Casa Besta deve restare non un monumento immobile, ma un luogo vitale, capace di stimolare incontro, dialogo e crescita.

Una biblioteca in viaggio da 40 anni

La presidente Giovanna Platz ha ripercorso la storia della Biblioteca, fondata nel 1985 e trasferita a Casa Besta nel 2000, oggi dotata di un catalogo in continua crescita e di un programma regolare di attività pubbliche. “Quarant’anni possono sembrare un tempo lungo, ma per una biblioteca rappresentano solo l’inizio di un viaggio che si misura non in anni, ma in storie condivise, in pensieri scambiati, in pagine lette e rilette.”

Platz ha ringraziato volontari e comitati che hanno reso possibile la continuità dell’istituzione e ha citato le attività che negli ultimi anni hanno rafforzato il suo ruolo: collaborazioni con le scuole, incontri con autori, letture ad alta voce, il mercatino del libro usato. Tra i progetti futuri, ha annunciato la creazione di un gioco da tavolo dedicato all’anniversario, che sarà presentato a dicembre.

Casa Besta: conservazione e dialogo

Il presidente della Commissione Casa Besta, Piero Pola, ha ricordato la rinascita del museo nel 2000, grazie al lavoro del Comitato Pro Restauro guidato da Dario Monigatti. Ha insistito sulla necessità di non fermarsi alla memoria, ma di trasformarla in spinta verso il futuro. “Nessuno può ormai immaginare Brusio senza la sua Casa Besta, assurta nel frattempo a imprescindibile centro di cultura, storia, tradizione e società.”

Il nuovo allestimento, ha spiegato, è frutto di un percorso partecipativo con la popolazione e affronta temi centrali per la comunità: le tradizioni, le trasformazioni del territorio, il commercio di confine, la memoria delle famiglie. “La cultura non è un monologo, ma un dialogo aperto, e noi desideriamo che il museo sia un luogo di scambio e di creatività.”

Piero Pola ha ringraziato istituzioni, sponsor, artigiani, architetti e storici, indicando in Achille Pola e Luca Bonetti i registi del nuovo percorso museale.

“Un museo fatto di persone”

In chiusura, Achille Pola, coordinatore del progetto, ha dato al suo intervento un’impronta diversa, concentrandosi su chi lavora dietro le quinte. “Un museo non è fatto solo di oggetti messi in vetrina, ma anche di persone che riflettono sul passato, sulle nostre radici e sulla nostra storia”, ha ricordato.

La sua attenzione è andata al contributo di artigiani, tecnici e ditte locali, che con discrezione hanno permesso il rinnovamento. Ha insistito sul carattere corale dell’impresa, sottolineando come la qualità di un progetto derivi dall’intreccio di competenze diverse. “Ogni dettaglio – dalla grafica ai supporti espositivi, dalle soluzioni tecniche al lavoro manuale – è frutto di persone che hanno messo dedizione e professionalità al servizio di un obiettivo comune.”

Pola ha voluto citare espressamente lo storico Daniele Papacella, che ha definito il “deus ex machina” del progetto. Figura centrale della ricerca storica e della progettazione dei contenuti, Papacella ha garantito coerenza scientifica e solidità documentaria al nuovo percorso espositivo. Un riconoscimento che ha dato voce al lavoro spesso invisibile, ma determinante, di chi costruisce la base di ogni allestimento museale.

Le novità dell’allestimento

Il nuovo percorso museale di Casa Besta non si limita a un aggiornamento degli spazi, ma introduce contenuti che rafforzano la dimensione narrativa. Accanto ad alcune nuove introduzioni, l’allestimento propone una struttura tematica che affronta il contrabbando come fenomeno centrale della storia di confine, integra la replica di un negozio di frontiera per rendere più immediata l’esperienza del visitatore e dedica ampio spazio al racconto dei proprietari e delle persone che hanno vissuto la dimora nel corso dei secoli.

Una comunità attorno al proprio patrimonio

La cerimonia si è chiusa con la visita delle sale rinnovate e un rinfresco nel giardino. Per i presenti è stata l’occasione di vedere in concreto i frutti di mesi di lavoro, ma soprattutto di riconoscere il legame tra biblioteca e museo. A conclusione, un rinfresco offerto dall’albergo Miravalle.

In Valposchiavo capita spesso che si elogino ogni tipo di evento e iniziativa. (E su questo la stampa non si risparmia). Non è per forza un difetto, anzi: è segno di una comunità viva, attenta, desiderosa di valorizzare ciò che accade. Ma il rischio, poi, è forse di non riconoscere sforzi e sforzi, di mettere un po’ tutto insieme, anche quando certe cose vanno distinte. E allora che fare quando appunto l’eccellenza c’è davvero, quando il lavoro è da riconsocere senza esitazioni?