Teglio ricorda Grytzko Mascioni

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Martedì 12 agosto, presso i giardini della Biblioteca comunale di Teglio, si è celebrato il consueto ricordo di Grytzko Mascioni con alcune rilevanti novità.

La sua opera è viva, è vitale, ha ancora molto da insegnarci? Sì, sì e ancora sì”.

Se è vero che i suoi i libri sono esauriti (ma si può trovare qualcosa nel mercato dell’usato), un editore coraggioso ha presentato a Teglio la ristampa di “Mare degli immortali” (apparso in prima edizione mondadoriana oltre 30 anni fa) ed ha annunciato la riproposizione a breve di “Tempi supplementari” (uscito per i tipi di Bompiani nel 2008).

Un incontro, quello di quest’anno, molto apprezzato dai numerosi e partecipi presenti.

Quattro le autorevoli “guide”: Ezio Quarantelli, direttore editoriale della casa torinese Lindau, Angelo Schena, presidente dell’Associazione Mascioni, Simone Zecca, massimo esperto dell’opera del grigionitaliano, e l’attore Giuseppe Cederna (coprotagonista di “Mediterraneo”, premiato con l’Oscar).

Dunque “Mare degli immortali”.

Ecco come in ammirevole sintesi ne ha parlato Simone Zecca: «Mascioni sente il bisogno di riallacciarsi in forme nuove e adatte ai tempi al modello dell’antica civiltà greca pre-classica, caratterizzata da una radicata tolleranza reciproca e dalla “virile accettazione del mistero della gioia e della tragedia”, potente antidoto nei confronti della barbarie, che sembra risorgere continuamente dalle proprie ceneri».

E in “Mare degli immortali. Miti del Mediterraneo europeo” vengono ripercorse le vicende di Eracle (l’Ercole dei Latini), l’eroe greco simbolo di forza, coraggio, ma non solo. Affronta dodici imprese (le “Fatiche”) ad espiazione di sue atroci malefatte: e se libera gli umani dai mostri esterni (leoni, idre, tori…), finisce poi a dover fare i conti con i propri personali mostri.

Esemplare la undicesima fatica “Alla ricerca dei pomi d’oro delle Esperidi”, proposta con grande maestria da Cederna.

La complessità del narrare di Mascioni è un altro punto che ha accomunato i commenti delle “guide”.

«Il suo narrare i miti è abile e suggestivo, – ha spiegato bene Quarantelli – risuona nella testa e nel cuore e però richiede, tempo, impegno e nobile fatica. La sfida è di arrivare in fondo, fino al premio finale: e in questo viaggio noi cambiamo, perché qualcosa di sottile e di profondo è passato».

Molto interessante la conclusione di Zecca: «La scrittura di Mascioni costituisce un attestato di amore profondo per la lingua, non come fatto puramente estetico, ma soprattutto etico, un elegante antidoto alla volgarità e alla massificazione corrente, compresa quella del pensiero.

Non so se Grytzko amasse don Lorenzo Milani, certamente la sua figura lo incuriosiva, e credo che sottoscriverebbe in pieno questo celebre passo, tratto dalle Esperienze pastorali (1957): “Chi sa volare non deve buttar via le ali per solidarietà coi pedoni, deve piuttosto insegnare a tutti il volo”. Grytzko certamente sapeva volare e ha aiutato tutti coloro che hanno accostato il suo lavoro a sollevarsi dal suolo».

L’amore per la lingua

L’amore per la lingua è il più fedele.

Ha in sé la potenza unica della scoperta della parola.

Il poter dire ciò che si è e ciò che si diventa.

Il confronto, il mondo. L’affronto e il conflitto.

La possibilità di rispondere alle ferite e di curarle.

Il suo nascere antico e sempre nuovo, il suo andare nel tempo, malgrado esso, fuori di esso.

L’amore per la lingua contiene gli altri amori, dal loro annuncio alla loro consumazione.

Va oltre. Salva. (Forse salva).

Questo testo è appena comparso nel volume mondadoriano “Ceneri Germogli Ceneri”, in cui Eugenio De Signoribus ripercorre, riorganizza e propone, con inserimento di inediti e un’attenta revisione, il suo lavoro poetico di circa mezzo secolo. Le sue opere sono state tradotte in diverse lingue. Numerosi i premi: ricordiamo il “Montale” nel 1997 e il “Viareggio” nel 2008. Da noi Giancarlo Majorino, Camillo De Piaz, Ernesto Ferrero, Gilberto Isella e Giorgio Luzzi, giurati del concorso Renzo Sertoli Salis, lo hanno premiato nel 2006.