Poschiavo, presentata la nuova Legge sull’agricoltura: il 28 settembre la votazione popolare

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A Poschiavo lo scorso giovedì sera, 11 settembre, è stata presentata alla popolazione la nuova Legge sull’agricoltura, che sarà sottoposta al voto popolare il prossimo 28 settembre. Fulvio Betti, capo del dipartimento agricoltura, e Gianluca Giuliani, consulente agrario, hanno illustrato i contenuti di un testo che, se approvato, sostituirà una normativa che da oltre sessant’anni regola il settore.

La legge comunale attualmente in vigore, risalente al 2 febbraio 1964, era stata pensata in un contesto completamente diverso, quando l’agricoltura era soprattutto allevamento e selezione delle razze locali. L’impianto si basava su premi e contributi specifici a tori, bovine, pecore, capre e suini, con l’obiettivo di migliorare la qualità del bestiame e incentivare la produttività. In oltre mezzo secolo, però, il mondo agricolo è cambiato profondamente: le normative federali e cantonali si sono evolute, i mercati hanno assunto una dimensione globale e il ruolo dell’agricoltura non è più legato solo alla produzione, ma anche alla tutela del paesaggio, alla sostenibilità ambientale e al legame con il turismo. Da qui la decisione di avviare un percorso di revisione totale della normativa.

Una riforma che parte da lontano

L’iter della nuova legge non è stato breve. Il lavoro di elaborazione è iniziato nel 2019, con il coinvolgimento di esperti esterni, tra cui Gianluca Giuliani, e di un gruppo nominato dall’Associazione agricola di Poschiavo. L’obiettivo era definire una legge quadro, che stabilisse i principi generali senza scendere troppo nei dettagli, lasciando alle ordinanze e ai regolamenti comunali la gestione operativa e la possibilità di adattarsi nel tempo senza dover ricorrere a continue votazioni popolari.

Il voto in Giunta e le tensioni politiche

Il passaggio decisivo si è avuto a fine gennaio 2025, durante la prima seduta dell’anno della Giunta comunale, presieduta per la prima volta da Enio Pagnoncini, con Mirko Beti nominato vice-presidente.

Il dibattito è stato intenso. Reto Capelli (PLD) ha espresso forti riserve, ritenendo la legge incompleta e squilibrata a favore di una parte degli agricoltori. Ha proposto di non entrare in materia, ma la sua mozione è stata respinta dopo una votazione segreta chiesta da Mirko Beti: il risultato ha visto 8 voti favorevoli, 5 contrari, 1 astenuto e 1 scheda bianca.

Durante l’esame articolo per articolo, il nodo più controverso è stato l’articolo 6, che prevede un contributo fisso annuo di 10.000 franchi all’Associazione agricola di Poschiavo. Ruggero Tuena (PLD) ha chiesto di eliminarlo del tutto, mentre Reto Capelli ha proposto una formula più generica che non fissasse una cifra precisa. Entrambe le proposte sono state bocciate. Alla fine, l’articolo è stato approvato nella versione originale, mantenendo la cifra di 10.000 franchi, che sarà indicizzata nel tempo.

Questo punto ha suscitato preoccupazioni anche fuori dall’aula politica. Il fatto che non sia stabilito un tetto massimo fa temere ad alcuni che, negli anni, la cifra possa aumentare in modo significativo. Va comunque precisato che ogni eventuale aumento dovrà essere discusso e approvato in Giunta, non potrà avvenire automaticamente né senza dibattito pubblico.

Anche l’articolo 7 ha generato discussioni, ma nessuna delle modifiche proposte da Capelli ha ottenuto l’appoggio della maggioranza.

Alla votazione finale, la legge è stata approvata con l’opposizione di Reto Capelli e l’astensione di Ruggero Tuena e Mirko Beti. Contestualmente è stata approvata anche l’Ordinanza di applicazione, con un solo voto contrario (sempre Capelli). Tuttavia, l’entrata in vigore di entrambe resta subordinata all’approvazione popolare.

Una valle che vive di agricoltura

Durante la serata dell’11 settembre, Gianluca Giuliani ha presentato alcuni dati che mettono in prospettiva l’importanza del settore agricolo per la Valposchiavo. Oggi sono attive circa 80 aziende agricole, che garantiscono 194 posti di lavoro a tempo pieno, pari al 7,8% dell’occupazione totale. La superficie agricola utile copre 1.600 ettari, quasi interamente costituiti da prati e pascoli, pari a otto volte l’estensione del Lago di Poschiavo.

Secondo uno studio del 2005 intitolato “Aspetti dell’economia valposchiavina”, fino al 23% del prodotto interno lordo locale dipende, direttamente o indirettamente, dalla filiera agroalimentare e turistica. È un dato che evidenzia come l’agricoltura non sia solo produzione primaria, ma anche volano per turismo e ristorazione.

Negli ultimi anni, la valle ha compiuto una decisa transizione verso il biologico: nel 2025, cereali, erbe, bovini e suini sono certificati al 100%, mentre la produzione di piccoli frutti raggiunge il 94%.

Le principali novità

La nuova legge prevede un sistema di sostegni articolati, che combina continuità e innovazione. Oltre al contributo fisso di 10.000 franchi all’Associazione agricola, vengono confermati i finanziamenti ricorrenti per manifestazioni pubbliche e attività di utilità collettiva.

Si introducono poi contributi una tantum per progetti innovativi o iniziative collettive, che dovranno essere presentati tramite una domanda ufficiale e valutati dalla nuova commissione comunale per l’agricoltura. Quest’ultima sarà composta da cinque membri effettivi e due supplenti, con compiti di consulenza tecnica, monitoraggio e proposta di eventuali modifiche legislative.

Un altro aspetto centrale riguarda la gestione delle proprietà comunali, tra cui terreni, rifugi e infrastrutture agricole. La legge stabilisce regole chiare per l’assegnazione e l’affitto delle superfici, garantendo una gestione più trasparente e razionale di beni che appartengono all’intera comunità.

Verso la votazione popolare

Il 28 settembre i cittadini di Poschiavo saranno chiamati a esprimersi su questa riforma. Se approvata, la legge entrerà in vigore il 1° gennaio 2026, abrogando definitivamente la normativa del 1964.

Il voto avrà un significato che va oltre l’aspetto tecnico: sarà l’occasione per decidere quale modello di governance l’intera comunità vuole darsi. Il dibattito pre-elettorale, già vivace, continuerà nelle prossime settimane, tra chi vede nella legge un passo necessario per modernizzare il settore e chi teme che alcune scelte, come il contributo fisso o l’ampio ricorso alle ordinanze, possano ridurre la trasparenza e generare squilibri tra gli agricoltori.

Una decisione, insomma, che riguarda non solo il futuro dell’agricoltura, ma anche l’equilibrio fraesigenze produttive e interesse collettivo. Va inoltre rilevato che, alla serata informativi, la presenza dei diretti interessati è stata scarsa.