Tra eredità e visione: la SSVP mette il Wakker al centro del dibattito

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@Keystone-ats

Sabato 3 maggio, in seguito alla propria assemblea ordinaria, la Società storica Valposchiavo ha proposto al pubblico una tavola rotonda dedicata al significato culturale e politico del Premio Wakker, recentemente assegnato da Patrimonio svizzero (Schweizer Heimatschutz) al Comune di Poschiavo. Il dibattito, moderato da Daniele Papacella, presidente della SSVP, ha offerto interessanti prospettive sul valore di questo riconoscimento e sul ruolo delle istituzioni – politiche e culturali – nella cura e nello sviluppo del territorio, coinvolgendo il pubblico in una discussione stimolante. Sono intervenuti Giovanni Jochum, podestà di Poschiavo, Köbi Gantenbein, presidente della Commissione della cultura del Cantone dei Grigioni e critico dell’architettura, Kaspar Howald, direttore di Grigioni Cultura, e Patrizia Guggenheim, presidente di Patrimonio svizzero per la sezione Grigioni meridionali.

Il Premio Wakker come base per il futuro

Con un videomessaggio, Gantenbein ha aperto la discussione, elogiando la popolazione di Poschiavo per l’impegno dimostrato nella cura del territorio, della struttura insediativa e del paesaggio, sottolineando come il Premio Wakker non sia una casualità, ma il riconoscimento di una visione globale e coerente dello sviluppo del territorio. Allo stesso tempo, Gantenbein ha voluto rimarcare anche come il Premio Wakker, sebbene onori il lavoro di decenni, non debba venir considerato un traguardo, ma un punto di partenza. Molti comuni premiati in passato hanno infatti lasciato che lo slancio iniziale si spegnesse, mentre altri hanno saputo cavalcare l’onda, per così dire, continuando negli anni successivi a orientare le proprie scelte e il proprio sviluppo in linea con i principi ispiratori del premio. In questi casi, il Wakker è divenuto un punto guida a sostegno dell’azione politica e civile, soprattutto per quanto riguarda la revisione della pianificazione territoriale. In tal senso, nota Gantenbein, un importante ruolo viene assunto dalle istituzioni culturali locali, capaci di mantenere viva nel tempo l’attenzione verso la qualità dello spazio costruito e vissuto. La forza del Premio Wakker risiede infatti nella sua capacità di ispirare, unire e responsabilizzare una comunità, sostenuta dagli organi politici, attorno ad una visione comune del proprio futuro.

Un riconoscimento dell’impegno di tutti

Il riconoscimento è stato conferito al Comune per l’impegno collettivo nella valorizzazione del territorio, sostenuto sì dall’ente politico, ma soprattutto, come sottolinea il podestà Jochum, da una forte partecipazione pubblica e dall’iniziativa popolare: dai singoli cittadini alle società, da iniziative come i Film di Devon House al marchio 100% Valposchiavo. L’idea di inquadrare il Premio Wakker non solamente come il culmine di un percorso passato, ma soprattutto come uno stimolo per il futuro trova d’accordo anche il Comune di Poschiavo, come spiega Jochum: «l’importante è dare continuità al tutto», attraverso diverse attività e iniziative. Lo stesso ha ribadito anche l’ex cancelliere comunale Nicola Passini, presente in sala: «non è un premio che ha ricevuto solo la parte politica, ma tutto il territorio del comune di Poschiavo», per cui l’intento futuro è quello di «coinvolgere non solo la parte politica, ma tutte le società» che hanno contribuito, coralmente, all’ottenimento di questo premio. È infatti anche grazie al ruolo di associazioni e istituzioni culturali (come la SVVP) che, come motiva la commissione del premio, il comune di Poschiavo è riuscito a valorizzare con successo il patrimonio – anche culturale – del territorio.

Un’idea di continuità e di effetto duraturo che trova conferma anche nell’esperienza di chi il Premio Wakker l’ha vissuto in prima persona, come Patrizia Guggenheim, che ha offerto una doppia prospettiva: da una parte come rappresentante dell’ente che assegna il premio, dall’altra come cittadina del Comune di Bregaglia, già vincitore del premio nel 2015. Gli effetti dell’onorificenza, come nota Guggenheim per il caso bregagliotto, si sono propagati nel tempo: «abbiamo ancora tanti architetti e gente interessata nell’architettura che vengono in Bregaglia apposta per vedere sia vecchi nuclei, ma anche l’architettura del XX secolo», incarnata ad esempio da figure di spicco come Bruno Giacometti e Armando Ruinelli.

L’altra prospettiva di Guggenheim, quella di membro del comitato di assegnazione del Premio Wakker, ha aiutato a contestualizzare il significato di questo riconoscimento: tra più di duemila comuni, infatti, la scelta di Poschiavo rappresenta «qualcosa di eccezionale nel complesso svizzero». Un premio così «eccezionale», quindi, può generare attenzione duratura, sia verso l’esterno, sia all’interno della comunità, aiutandola a «riscoprire ciò che spesso appare scontato».

Diversi vantaggi, anche per il futuro (politico) di Poschiavo

La visibilità nazionale che il premio conferisce è stata sottolineata anche da Kaspar Howald, il quale ha rimarcato come il premio rappresenti «un grande vantaggio a livello turistico», sebbene esso vada colto in primis come «un’opportunità per valorizzare il comune anche per il futuro, per quel che riguarda la qualità di vita generale». Allo stesso tempo, anche Howald ha sottolineato l’importanza di non limitare il significato del Premio Wakker al solo ambito architettonico – per quanto sia questa la sua definizione ufficiale – ma di riconoscerlo come espressione di un impegno collettivo. Un elemento fondamentale da tenere presente nella gestione futura dello sviluppo comunale e regionale, che dovrebbe essere pensata «a 360 gradi».

Un approccio, questo, che richiama anche l’intervento iniziale di Köbi Gantenbein, il quale ha ricordato con pragmatismo che, oltre alle celebrazioni e alle parole d’occasione, «verbindlich sind Gesetze» – sono le leggi ad essere vincolanti. Può dunque il Premio Wakker tramutarsi in legge? E come?

Secondo il podestà Jochum, la normativa edilizia già oggi contempla la tutela degli edifici storici e del patrimonio architettonico; tuttavia, riconosce che il Wakker – insieme ad altre onorificenze precedenti – rappresenti un tassello importante, da tenere in considerazione nel processo politico legato allo sviluppo e alla pianificazione del territorio. Un riconoscimento che, proprio perché frutto di un impegno corale, può contribuire a rafforzare nel tempo la consapevolezza e la responsabilità condivisa verso il paesaggio costruito e vissuto.